Negli ultimi due anni Berlusconi ed i media hanno posto le basi per quella che pensavano sarebbe stata la più facile delle vittorie elettorali.
Per due anni ci hanno ripetuto ossessivamente che l’Italia è un paese in declino dove tutto va male mentre il Financial Times (non Paperino Mese) il 23 gennaio 2008 scriveva “malgrado l'incubo aritmetico al senato, il governo Prodi si è comportato in maniera sorprendentemente buona durante i suoi 20 mesi. L'evasione fiscale è stata drasticamente ridotta, e un deficit di bilancio pari al 4,4% del pil lasciatogli dal precedente governo Berlusconi è stato tagliato a circa il 2%. Il trend ascendente del debito pubblico è stato invertito. Benché la crescita sia stata fiacca, la disoccupazione è al livello più basso degli ultimi 15 anni, sotto l'8%. Benché Berlusconi abbia portato un benvenuto grado di stabilità restando in carica per l'intera legislatura, quello è stato l'unico risultato conseguito. Il suo governo non riuscì a realizzare alcuna rilevante riforma economica e permise alle finanze pubbliche di deteriorarsi gravemente. La sua agenda fu dominata dai suoi interessi personali e sfruttò il controllo del suo impero mediatico. Il suo comportamento erratico gli alienò la maggior parte dei partner europei".
Il piano era semplice: costruire un’immagine falsa di Prodi, far cadere il governo sfruttando qualche voltagabbana (Mastella docet), andare ad elezioni e vincerle ma invece..
Invece Napolitano oggi conferirà l’incarico di formare un governo per le riforme a Marini e questo romperà tutte le uova nel paniere berlusconiano.
Non si andrà, infatti, al voto immediato e quindi entro giugno si dovrà fare la legge elettorale altrimenti ci sarà il referendum e gli italiani se la faranno da soli. Questo primo fatto comporterà che Berlusconi dovrà accordarsi col PD (avendone un sicuro tracollo di voti) oppure sarà tacciato di ostruzionismo e ne avrà un sicuro tracollo di voti.
In secondo luogo una riforma elettorale comporterà per Mastella la necessità di imbucarsi in qualche partito, ovvero UDC o Forza Italia, ed il partito in questione ne avrà un sicurissimo tracollo di voti in quanto Mastella è attualmente e giustamente visto peggio di un appestato.
Anche questo secondo fatto, dunque, rafforza il PD.
La riforma elettorale, inoltre, costringerà in pochi mesi i partitini della sinistra ad aggregarsi, pena l’eclissi, e la fine delle loro beghe da osteria ne comporterà un sicuro rafforzamento.
Marini, inoltre, formando un governo per le riforme, che nessuno potrà ostacolare senza pagarne enormi conseguenze in termini di consenso, migliorerà enormemente l’immagine del centro sinistra per cui quella maggioranza del 52-56% che ora sosterrebbe il centrodestra diminuirà velocemente nei prossimi mesi.
In sostanza il caro Silvio non accettando di riformare immediatamente la legge elettorale senza andare ad elezioni immediate con quella legge che approvò definendola “una legge porcata” ha dimenticato un vecchio detto della tradizione popolare: chi troppo vuole nulla stringe.
categoria:politica, elezioni, crisi, attualità , berlusconi, prodi, governo, marini







E' un giorno triste per la politica e coincide con un momento di transizione per la mia vita. Per questo mi prenderò una pausa dal blog anche perchè un ritorno di Belzebù mi darò moltissimo di che scrivere di quì a qualche mese. Sono profondamente schifato dalla politica italiana.
Nel 1764, 244 anni fa, Cesare Beccaria scriveva che
E’ morto oggi
In queste ore l’inquisito Mastella con un colpo di teatro annuncia che farà mancare il suo appoggio al governo che quindi, presumibilmente, cadrà. Si tratta di un comportamento ricattatorio, pretestuoso e vergognoso che dovrebbe far riflettere su questo personaggio che da anni imperversa nel panorama politico italiano come un cancro.
Quando un italiano sente pronunciare la parola “tassa” ha immediatamente un attacco di panico, ansia, orticaria, dissenteria e colite spastica. Agli italiani le tasse fanno più paura della morte tanto è vero che nessuno teme il cancro che certamente attende chi fuma ma tutti temono l’arrivo di una cartella esattoriale che forse non arriverà.
